sabato 11 maggio 2013
NATURAL CRITICAL WINE - BOLOGNA 1 e 2 giugno
NATURAL CRITICAL WINE, Bologna 1 e 2 giugno Parco della Montagnola, a 500 m dalla Stazione Centrale. Degustazione e vendita dei vini di 25 vignaioli naturali.
per info : contadinicritici@inventati.org
contadinicritici.noblogs.org
domenica 5 maggio 2013
Invitation Degustation Paris jeudi 23 mai
l’équipe de Vins du Monde
et Danièle Gérault
seraient heureux de vous accueillir
pour une dégustation exceptionnelle
de dix grands producteurs italiens
le jeudi 23 mai à l’OIV
18, rue d’Aguesseau 75008 Paris
de 14h30 à 18h00
Federico Castellucci
Directeur général de l’OIV
Christian Poncin
Directeur général de Vins du Monde
ITALIE
ESCALE EN
Vins du Monde
Christian Poncin
29, rue Marbeuf 75008 Paris
Tél. 01 58 56 38 38
cponcin@vinsdumonde.com
www.vinsdumonde.com
Merci de confirmer votre présence par mail
à cponcin@vinsdumonde.com ou par téléphone au 01 58 56 38 38
LA SPINETTA (Toscane)
Barbera d’Asti DOCG/Moscato d’Asti DOCG/Toscana Rosato IGT
CASCINA CORTE DOGLIANI (Piémont)
Dolcetto di Dogliani Classico DOC/ Langhe Nebbiolo DOC
PELISSERO (Piémont)
Dolcetto d’Alba DOC/ Langhe DOC/ Barbaresco DOCG
SORELLE BRONCA (Vénétie)
Prosecco di Valdobbiadene DOC
SORELLE PALAZZI (Toscane)
Chianti Colline Pisane DOCG/ Vino Santo Chianti Riserva DOC
VILLA BUCCI (Les Marches)
Castelli di Jesi DOC/Rosso Piceno DOC
LA BUSATTINA (Toscane)
Vino Rosso IGT
TEDESCHI (Vénétie)
Valpolicella Classico Superiore DOC/Soave D.O.C
TENUTA GUICCIARDINI STROZZI (Toscane)
Chianti DOCG/Maremma Toscana Rosso DOC/Vernaccia Di San Gimignano DOCG
ORTO DI VENEZIA (Vénétie)
Vin de Venise
mercoledì 10 aprile 2013
due brevi recensioni
Istantanee da ViniVeri 2013
Il bianco San Martino 210 2010 (trebbiano, malvasia, ansonica) de La Busattina è stato tra i ricordi più piacevoli del pomeriggio, succulento con ritorni citrini e fruttati, lascia in bocca una piacevole freschezza .http://primobicchiere.wordpress.com/2013/04/09/cerea-viniveri/
(foto Massimiliano Montes)
Neuroni sparsi (III) di N.Desenzani
Terre Eteree 2008, La Busattina
Nel berlo ho scritto un tweet in cui dicevo “fra Le Boncie e Collecapretta”.
Complice un blend di sangiovese e ciliegiolo, assenza di so2 aggiunta, un legno
non troppo invasivo, ma che lavora sul versante balsamico molto bene, ho
trovato questo un bicchiere appagante. Ctonico e succoso.
http://gliamicidelbar.blogspot.it/2013/04/neuroni-sparsi-iii-di-ndesenzani.html
lunedì 25 marzo 2013
Questione d'etichetta!
Le forze più retrive del Movimento biologico, hanno da alcuni mesi lanciato una crociata contro gli infedeli del Vino Naturale. Cosa di per sé singolare, considerando che il 90% dei produttori di vino naturale è certificato bio; o forse proprio per questo…Si sente continuamente ripetere<< bisogna difendere il regolamento sul vino bio perché rappresenta una garanzia per i produttori e consumatori e perché è il frutto di un processo democratico che ha visto il coinvolgimento e la partecipazione a livello europeo di consumatori e vignaioli (progetto Orwine 2006 - 2009)>> .
A volte a queste dichiarazioni si affianca un'altra semplificazione grossolana in cui la realtà viene suddivisa in due fronti: da una parte i vini cerificati bio e dall'altra i vini naturali, il vino libero di Farinetti ed ora anche i vini "sostenibili" a marchio VIVA. C'è molta malafade in ciò è molta disinformazione interessata. Occorre fare un passo indietro: effettivamente la genesi del regolamento europeo sul vino bio, si ebbe con il progetto ORWINE, gestito da molte associazioni in ogni paese europeo (per l'Italia l'AIAB)che seppero coinvolgere migliaia di vignaioli e consumatori europei, ed i primi tentativi di approdare ad un regolamento risalgono al 2009. Ma la verità storica è un‘altra:
Roberto Pinton (Federbio)all’indomani del varo del regolamento sul vino bio, in un suo articolo ricostruisce tutti i passaggi che hanno portato alla nascita dell’attuale regolamento. Tra l’altro scrive :
<
Il 7 e 8 febbraio 2012 lo SCOF approvava la bozza di regolamento, che con il numero 203/2012 veniva pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea l’8 marzo …
Stremati dall’iter di questa norma, che dire?
…La riduzione dell'anidride solforosa è talmente limitata da non poter essere agevolmente spesa per la promozione del prodotto, che dovrà concentrarsi sugli aspetti ambientali e agricoli…Al di là degli aspetti salutistici legati all’uso dei solfiti, l’aspetto critico è che possono costituire un ausilio per la “sistemazione” di uve “così così”; la possibilità di “aggiustare” i vini in cantina non stimolerà tutti i produttori a raggiungere l’eccellenza in vigneto, e introduce elementi per
una concorrenza al ribasso, anche se, ovviamente, i produttori di qualità non avranno interesse ad appiattirsi sui limiti massimi o sull’adozione di tutte le tecniche ammesse. In ogni caso, una norma a maglie larghe mal si combina con un mercato esigente di fascia medio-alta e potrebbe non contribuire positivamente allo sviluppo del mercato delle produzioni di qualità, soprattutto nei confronti di Paesi con minor tradizione enoica, che potrebbero accontentarsi della presenza
del logo europeo…Neppure l'ammissione delle resine a scambio ionico,dell'osmosi inversa, del riscaldamento fino a 70 gradi (ma non della crioconcentrazione, quasi che portare il vino a 70 gradi sia coerente con gli obiettivi e i principi stabiliti nel regolamento n. 834/2007 e concentrarlo parzialmente a freddo no), tutte prassi diffuse nell'enologia convenzionale, siano particolarmente utili per promuovere il vino biologico.>> Questo quanto scriveva Pinton di Federbio, l’AIAB invece:
In un Comunicato Stampa del 27 agosto 2010 rilanciato dall’ADN Kronos:
<< Roma, 27 ago. (Ign) - L'Aiab-Associazione Italiana Agricoltura Biologica lancia il disciplinare per il vino biologico.
Con il provvedimento, spiega l’associazione in una nota, si intende superare l'empasse creatasi lo scorso giugno quando la Commissione europea ha ritirato la proposta di regolamento sulla vinificazione biologica per il mancato accordo tra le diverse esigenze degli Stati, con la conseguenza che il logo europeo con il regolamento sulla vinificazione e la foglia verde con le stelline sulle etichette del vino non andrà in bottiglia con la prossima primavera.>>
In quel periodo l’AIAB inviò anche una lettera aperta ai produttori in cui si invitavano gli stessi ad aderire al disciplinare di vinificazione AIAB, e nella parte finale recitava:
<< L’iter normativo la cui negoziazione è partita dai risultati del progetto ORWINE circa un anno fa si è arenato…>>
Quindi secondo Pinton la bozza fù <
Quello che non si può chiedere ai vignaioli naturali (e non) è di difendere il disciplinare europeo sul vino bio, nato e voluto dall’industria per l’industria. Quindi la verità storica è che il disciplinare sulla vinificazione bio in vigore è il frutto di opache trattative al fine di avere un regolamento ad uso e consumo dei grandi importatori del nord Europa interessati ad acquistare vini bio nei paesi mediterranei per pochi centesimi al litro, trasportarlo in cisterne fino a destinazione dove viene imbottigliato e/o l'industria che in nome dell'economia di scala, dissipa territorio, risorse, comunità rurali. Per fare ciò hanno bisogno di vini stabilizzati e protetti da alte dosi di SO2. Quindi il discorso và rovesciato: il " vino libero", il vino a marchio "VIVA", il VIVIT, hanno spazio e credibilità proprio perchè dall'altra parte vi è un regolamento INDIFENDIBILE!
Altra bufala che viene raccontata è quella secondo cui il vino naturale non fornisce garanzie mentre
<
(Federbio, febbraio 2013)
L’organismo di controllo terzo è quello pagato dal produttore. Per essere più chiari il controllore è pagato dal controllato: dove sarebbe la terzietà?
Sui campioni da sottoporre ad analisi, è vero che vengono prelevati, ma altrettanto vero che difficilmente vengono inviati al laboratorio d’analisi, perché il costo ricadrebbe ancora totalmente sul produttore. Inoltre in un sistema dove oltre 10 Organismi di Controllo, vivono in regime di concorrenza tra di loro soprattutto sui costi (non sulla qualità del servizio), verrebbe penalizzato chi aumentasse i costi a carico dei controllati (ad es. con il costo delle analisi).
I funzionari del Mipaaf , ed uno stuolo di esperti ci ripetono di continuo che le certificazioni, i controlli, le normative e le ispezioni ed i verbali con sanzioni che ne conseguono, sono a tutela dei soggetti più deboli: i consumatori ed i piccoli produttori. Ci dicono che le norme sull’etichettatura, sulle denominazioni d’origine, sul biologico ci difendono dai furbi e da chi ha più potere comunicativo di noi. Ma allora ci devono spiegare perchè chi produce vini doc e igt (con tutti i controlli che ne conseguono) se certifica le uve bio, se ha anche la certificazione Demeter, non può scrivere in etichetta la quantità totale di SO2, gli altri ingredienti, le pratiche in campo ed in cantina? La norma che impedisce ciò quale soggetto debole tutela? A noi sembra tutelare unicamente gli interessi dell’agroindustria! Perché , gli ispettori del Mipaaf si sono recati all’enoteca Bulzoni e da piccoli produttori naturali e non da chi propaganda il Vino Libero o il Vino Sostenibile a marchio VIVA? La repressione frodi è debole con i forti e forte con i deboli?
Ci viene risposto che dobbiamo elaborare dei disciplinari ed una proposta di legge da sottoporre all’approvazione del Ministero. Noi pensiamo che non si può normare un processo naturale che in ogni zona, in ogni cantina si svolge in maniera differente, seguendo unicamente le leggi caotiche della vita. Le norme ed i disciplinari vanno bene per i prodotti industriali, morti, senza vita. I vignaioli devono unirsi nel richiedere ed ottenere la possibilità di menzionare in etichetta le principali pratiche in vigna ed in cantina e gli ingredienti.
E' necessario fare massa critica ma per ottenere la possibilità di riportare in etichetta gli ingredienti e le pratiche in vigna e cantina. Da anni discutiamo della necessità di un disciplinare del vino naturale e/o di una legge sulla agricoltura contadina e la trasformazione artigianale dei prodotti agricoli. Ormai siamo convinti che questa strada richiederebbe tantissimo tempo che non abbiamo; sarebbe elemento di divisione tra i vari gruppi: immaginate le divisioni su qualche mg milligrammo di SO2? o sulla definizione di agricoltura contadina e trasformazione artigianale? Inoltre si trasformerebbe presto in una trappola, che snaturerebbe gli intenti iniziali: come si fà ad inquadrare in un disciplinare un processo vitale che differisce in ogni luogo dove si svolge? L'etichetta trasparente (così si chiama e non da oggi) renderebbe obsoleta ogni diatriba sul termine naturale, che rimarrebbe a identificare il solo Movimento come è giusto che sia. Non lascerebbe più spazio e margini di manovra a furbi ed illuminati dell'ultima ora.
Gli ingredienti in etichetta e le informazioni sulle pratiche in vigna e cantina, libererebbero anche il campo dalle posizioni ambigue di quei gruppi che pensano di contare su una rendita di posizione e si oppongono ad una crescita ed evoluzione del Movimento dei vini naturali, con affermazioni del tipo:" è solo una questione culturale, che risolveremo con il manifesto del vino naturale, sottoscritto dalle tre principali associazioni…” Ma non sono gli unici a difendere lo stato attuale delle cose:
Dal sito della FIVI (www.fivi.it) leggiamo:
<
LETTERA DELLA CEVI AI DEPUTATI EUROPEI
I Vignaioli Indipendenti Europei, forza viva della viticoltura europea rappresentati dalla CEVI, sostengono l’esenzione dell’etichettatura delle calorie e degli ingredienti per il vino, proposta dalla Commissione europea nel progetto di regolamento concernente l’informazione dei consumatori sulle derrate alimentari (COM 2008-0040), e valicata in 1° lettura sia dal Parlamento europeo che dalla posizione del Consiglio.
I Vignaioli Indipendenti Europei domandano il mantenimento di questa esenzione per tre ragioni essenziali:
il vino non è una derrata alimentare come le altre
il consumatore non desidera queste menzioni sulle etichette del vino
le imprese dei vignaioli indipendenti desiderano restare competitive
Perché penalizzare la competitività delle nostre imprese per un’informazione che i consumatori non vogliono? FIVI.>>
Non c’è da stupirsi se i rappresentanti di questi gruppi e associazioni, li ritroviamo insieme ad organizzare il VIVIT all’interno del Vinitaly! Altro che questione culturale, è in atto uno scontro di interessi in cui il piccolo vignaiolo o si organizza, difende, resiste o muore!
I vantaggi dell’etichetta trasparente:
- è la soluzione più rapida e veloce perché fa riferimento a deliberazioni già assunte dalla Commissione Europea.
- è uno strmento flessibile adattabile ad ogni realtà ad ogni annata secondo il principio “Il vignaiolo dice quello che fa e fa quello che dice”
- è uno strumento di promozione unico, formidabile, perché non può essere copiato e replicato dall’industria (a differenza del bio).
-è un’arma formidabile, rende ogni nostra bottiglia un prodotto inimitabile e non lascia spazio ai furbi.
- al di là di quanto scrive la FIVI crea una nuova solidarietà e fidelizzazione con i consumatori.
- con il tempo potrebbe divenire un elemento di semplificazione e sburocratizzazione, rendendo inutili altre certificazioni.
Lanciamo subito una campagna per l’etichettatura trasparente.
Ass. Contadini Critici
domenica 24 marzo 2013
24 marzo 1944
Quando ero bambino, come tutti i bambini, ero attirato dalle cose nascoste, segrete, proibite. In casa mia non è che ce ne fossero molte, però mia madre custodiva con gelosia, o meglio con pudore un sacchetto di tela. Ogni volta che tentavo di prenderlo, per scoprirne il contenuto, mia madre me lo strappava di mano. Non capivo perché, ma capivo che al quel sacchetto era legato un grande dolore.
Il giorno che riuscii ad aprirlo, con un misto di stupore e di delusione vi trovai un bigliettino con impresso un numero, il 13, se non ricordo male, una ciocca di capelli, tre sigarette, un lembo di una camicia, un lembo di un pantalone, ed un lembo di un fazzoletto rosso. Mia madre, venendomi incontro con le lacrime agli occhi, mi disse che ciò è quanto gli avevano restituito del fratello venticinquenne. Lido Duranti, un partigiano comunista della formazione Bandiera Rossa, torturato a Via Tasso ed ucciso alle fosse Ardeatine.Oggi ho voluto ricordarlo.
Emilio
P.S. L’altro fratello NELLO DURANTI nato a Castelfranco di Sotto (Pisa) il 25/01/1923
- 3 giungo 1949 Commissione Laziale per il riconoscimento della qualifica di Partigiano e di Patriota: Dichiarazione di “PARTIGIANO COMBATTENTE – Brigate Garibaldi
- 4 febbraio 1985 il Ministero della Difesa. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini su proposta del Ministro della Difesa, concede un diploma d’onore al combattente per la libertà d’Italia 1943 – 45. Firmato Giovanni Spadolini
- 24 luglio 1991 il Ministero delle Difesa. Concessione CROCE AL VALOR MILITARE: “Quale Comandante GAP, si distingueva in numerose azioni di guerriglia e di sabotaggio. Catturato, dopo aspro combattimento dai tedeschi, con coraggio e sprezzo del pericolo riusciva ad evadere da Infernetto, ove era stato ristretto. Attivamente partecipava alla liberazione di Roma. Roma, 4 giugno 1944.”
- 9 settembre 1992 Comando Regione Militare Centrale Stato Maggiore. Il Signor Presidente della Repubblica ha conferito la CROCE AL VALORE MILITARE PER IL FATTO D’ARME “Roma, 4 giungo 1944”. Firmato il Capo Ufficio Ten.Col,f.(alp.) s.SM. Silvio Maccarelli.
N.B.: La prima Sezione del Partito Comunista Italiano venne aperta ad Acilia ad opera del padre Jacopo Duranti, che ne fu anche il primo segretario.
Il fratello LIDO DURANTI, Medaglia d’argento al Valor Militare e Martire delle Fosse Ardeatine, incarcerato e torturato nel famigerato carcere di Via Tasso, venne trucidato dalla ferocia nazifascista il 24 marzo 1944 nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
Due targhe, una del XIII Municipio ed una di R.C. ne ricordano la figura in P.zza Capelvenere ad Acilia.
venerdì 15 febbraio 2013
Vini di Vignaioli . Roma
Elenco adesioni:
Abruzzo
- Az.Agr. De Fermo
- Az. Agr. Terraviva
BASILICATA
- Az. Agr. Grifalco della Lucania
- Az. Agr. Musto Carmelitano
CALABRIA
- Az. Agr. A’ Vita
CAMPANIA
- Az. Agr. Il Cancelliere
- Az. Agr. Cacciagalli
- Cantina Giardino
- Az. Agr.Veneri Vecchio
- Az. Agr. Cocciacavallo
- Az. Agr. Cantina dell’Angelo
- Az. Agr. Cantina del Barone
EMILIA ROMAGNA
- Az. Agr. Alberto Anguissola
- Az. Agr. Denny Bini
- Az. Agr. Crocizia
- Az. Agr. Croci
- Agricola Farneto
- Az. Agr. La Stoppa
- Az. Agr. Maria Bortolotti
FRIULI
- Cantina Gaspare Buscemi
LAZIO
- Az. Agr. Le Coste
LIGURIA
- Az. Agr. Santa Caterina
MARCHE
- Az. Agr. Vallorani
PIEMONTE
-Tenuta Grillo
- Az. Agr. Saccoletto
- La msòira e’l rastel - Fabio Gea
- Az. Agr. Cascina Zerbetta
- Az. Agr. Bera
- Az. Agr. Cascina i Carpini
PUGLIA
- Az. Agr. Natalino del Prete
SICILIA
- Az. Agr. Nino Barraco
- Az. Agr. Porta del Vento
TOSCANA
- Az. Agr. La Busattina
- Coop. Paterna
- Az. Agr. Casale Giglioli
- Coop. Voltumna
- Az. Agr. Moretti - Pod. Casaccia
VENETO
- Cantina Gatti
- Tenuta L‘Armonia
UMBRIA
- Cantina Margò
- Az. Agr. Marco Merli
- Az. Agr. Taruna di Calcabrina
DISTRIBUZIONE RICCARDO LA GINESTRA
- Marcel Richaud
- Gilles Vergè
- Zelige Caravent
- Chateau Planquette
- P. Humbrecht
I AM WINE
- Vini dalla Georgia
ALTRI ESPOSITORI
- Passion Cocoa
- Valle Scannese - Formaggi
- Birrificio Artigianale Gedeone (Piemonte)
- Az. Agr. S. Lucia (Lazio)
Il lunedì nella tavola rotonda si dibatterà il tema:
“Legislazione vitivinicola, agricoltura contadina ed associazioni di
produttori"
interverranno:
- Antonio Onorati - esperto politiche agricole /Centro
Internazionale Crocevia - moderatore;
-Luca Pollini - esperto legislazione vitivinicola;
- Stefano Vaccari - Direttore Generale Amministrazione Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali;
- Guido Zampaglione rappresentante FIVI;
- Cristina Micheloni AIAB;
- Giuseppe Ferrua Gruppo Renaissance;
- Giampiero Bea consorzio Vini Veri;
- Emilio Falcione portavoce ass. ContadiniCritici;
- introduce Christine Cogez ideatrice di Vini di Vignaioli.
Iscriviti a:
Post (Atom)





